mercoledì 30 novembre 2016

Recensione: Caino



Finalmente ecco online la mia recensione di Caino, il nuovo libro di Elisabetta Cametti, secondo volume della serie 29.
Avrei da dire tantissimo su questo libro e sull'autrice, ma ve ne ho già parlato ampiamente nei vari post precedenti, quindi non mi dilungo, ma vi dico solo qualche parola che riassuma il tutto:

MERAVIGLIOSO
ADRENALINICO
SPAVENTOSO
MOZZAFIATO

Prima di farvi leggere la recensione, vi lascio i link dei post, per chi se li fosse perso!
Recensione Il registaQUI
Presentazione Caino a Milano: QUI

CAINO
Cairo editore | 480 pp. | €18,90
Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il NYPD: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo.
Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera: una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. Sono i giorni della 35esima Esposizione Internazionale di Arte Moderna, in cui si festeggia il gemellaggio artistico tra New York e la Biennale di Venezia. Nella schiera di artisti famosi, uno si è trasformato in killer per realizzare un capolavoro senza precedenti. Firma gli omicidi con degli enigmi che conducono a un altro serial killer, dietro le sbarre di un carcere di massima sicurezza in attesa di essere giustiziato. Ma pronto a mettere in atto la propria vendetta. Due assassini, due modus operandi. Un solo legame: una donna scomparsa a Londra da oltre un decennio. Quando il quadro indiziario sembra delinearsi, tra le pieghe della strategia omicida spunta la vera minaccia: un piano criminale più esteso, che somma moventi differenti e coinvolge altri killer. Follower. Uniti dallo stesso passato e determinati a fare in modo che il 29 diventi una data da ricordare. A New York, in Virginia e a Venezia. Perché è il giorno dell’esecuzione, della vendetta. Della strage.

Ci sono recensioni che devono essere scritte di getto, per poter mettere nero su bianco subito dopo aver chiuso il libro le emozioni, e in questo caso le paure, che si sono accumulate leggendo. 
Ho aspettato tanto per poter leggere finalmente Caino, e adesso che ho finito sento già il vuoto. Ho
già bisogno di un altro libro di Elisabetta Cametti, la signora del thriller che fin dal suo primo libro è riuscita a conquistarmi, con i suoi thriller all'americana. Perché Elisabetta è riuscita a portare in alto questo genere in Italia, dove diciamocelo, non va alla grande questo genere, soprattutto sono poche le autrici di thriller, quindi ancora una volta complimenti!
Ma torniamo a Caino, seguito del primo libro della serie 29: Il regista. Anche in questo secondo capitolo l’autrice non si smentisce, riuscendo a scrivere una storia a cardiopalmo, dal ritmo serrato, nonostante non sia più ambientata in uno spazio temporale ristretto come il precedente. 
Veronika Evans è ancora una volta la protagonista indiscussa della storia, personaggio centrale che ben interpreta il suo ruolo, dando al lettore una visione di tutto ciò che le accade intorno e facendolo sentire presente alle scene.  Anche questa volta impegnata per scoprire e dare un volto ad un nuovo serial killer, che sembra voler a tutti costi riuscire in un’impresa apocalittica, per far ricordare al mondo la sua opera.
Al fianco di Veronika troviamo Fisher, capo del Detective Bareu e la sua squadra, fatta di personaggi diversi ma tutti ugualmente importanti per la storia. Ho apprezzato particolarmente Fisher, l’ho trovato adatto al suo ruolo e con un carattere assolutamente umano e reale (altro punto per Elisabetta!). 
La storia che inizia in Groenlandia, subirà vari cambi di ambientazione, arrivando fino in Italia, a Venezia per l’esattezza, dove l’autrice incentra la parte più calda e adrenalinica della storia. Ma comunque la trama procede su più piani spaziali, perché se da una parte saremo concentrati a Venezia, dall’altra saremo ancora in America, dove si svolgerà un’altra parentesi della storia, collegata sempre alla ricerca della soluzione. 
“Vivere per sempre... Non significa vincere la morte fisica, né rinascere in un altro corpo. Morte è morte, senza sfumature. Ma si può vivere in eterno comunque. L’eternità è di chi non viene dimenticato. E per non essere dimenticati bisogna diventare un esempio. Creare. Fare qualcosa di memorabile, di unico. Il mio capolavoro è proprio questo: e mi ricorderà nei secoli che verranno. Perché io morirò, e anche presto.”
Anche in questo secondo libro Elisabetta Cametti mostra una fervida immaginazione e una grande abilità logica, inserendo vari enigmi, lasciati dal serial killer, che il lettore potrà risolvere solo andando avanti con la lettura. Sicuramente un grande stratagemma che le consente di attirare l’attenzione del lettore fino alla fine. Ma questo non è la sola cosa che vi consentirà di quella raccontata in Caino, come la storia del primo libro d’altronde, è una storia fatta di colpi scena continui, dove la fine di ogni capitolo vi lascia immersi nell’abisso dell’incoscienza. Sarete sempre più vicini alla soluzione, ma allo stesso tempo più lontani perché tutto quello a cui avete pensato fino a quel momento è sbagliato. 
tirare fino a notte fonda, perché
Grande maestria, ancora una volta, si riscontra anche per la descrizione psicologica dei personaggi, che ci permettono di interpretare al meglio ogni azione.
Insomma come avrete capito anche Caino è un ottimo libro, ed Elisabetta Cametti ormai è una garanzia. Se siete amanti del thriller, non potete non leggere questa serie e soprattutto alla fine non potrete rimanere indifferenti davanti alla grandezza del Male. 




VOTO:



martedì 29 novembre 2016

Il Mutafavole e l'Ombra del primo buio di Antonio Carmine Napolitano

Cari lettori buon pomeriggio ^^ come anticipato sulla pagina Facebook, ieri ho sostenuto un esame quindi in questi giorni sarà sicuramente più attiva sul blog!
Oggi voglio parlarvi di un libro fantasy molto particolare, si tratta del primo libro di una nuova serie, scritta da Antonio Carmine Napolitano.
Vi lascio il link del sito dedicato al libro, perché è un sito molto bello che vale la pena andare a vedere e perché potete trovare anche dei bellissimi disegni ovviamente dedicati al libro: QUI


IL MUTAFAVOLE E L'OMBRA DEL PRIMO BUIO
Il Ciliegio | 356 pp. | €18,00
Dante è il giovane discendente di una nobile famiglia italiana segretamente impegnata per la lotta all’oscurità e alla custodia di manoscritti fuori dal comune.
 Catapultato in questo mondo magico, dopo aver ereditato alcuni talenti speciali, Dante imparerà sulla propria pelle che molte delle creature che abitano la fantasia umana sono reali. Alcuni scrittori, definiti Svela Mondi, infatti, hanno la capacità di far vivere queste creature fuori dai margini di carta.
Quando la storia di una di queste creature fantastiche, però, viene dimentica o lasciata incompiuta dall’autore, questa può varcare autonomamente “la soglia” tra i mondi. Ed è in questo caso che intervengono le Associazioni come l’Accademia del Mastro Orologiaio di Praga che, con l’addestramento dei Sigilla Storia e dei Guardiani, si assicura un lieto fine a ogni storia.
La trama s’infittisce di eventi man mano che Dante penetra più profondamente gli strati di questa nuova realtà, diventando egli stesso l’ago della bilancia tra il Bene e il Male: il ragazzo sarà conteso dalle due fazioni perché capace, secondo una profezia, di riscrivere qualsiasi storia con la sola forza della sua fantasia.
Il talento di Dante diventerà l’ossessione di un antico demonio ridotto a pura ombra con sconfinate brame di potere. Costantemente braccato dalle forze oscure, il ragazzino affronterà un viaggio-fuga supportato da molteplici creature fantastiche e uomini di magia, tra cui spiccano l’amata Zia versata agli artefatti e alla scherma, il loro maggiordomo inglese con la capacità di trasfigurarsi in un lupo fulvo, il longevo Mastro Orologiaio rettore dell’Accademia, una driade con l’abilità di attraversare i fusti degli alberi, una spadaccina capace di manipolare i metalli, e molti, molti altri ancora…
Alla fine, però, sarà Dante e nessun altro a decidere per il proprio destino e a scoprire se il suo talento è un dono di vita o di morte.


L'AUTORE

Antonio Carmine Napolitano è nato a San Paolo Bel Sito (NA) il 2 Giugno 1988.
Nella cornice partenopea trascorre la sua infanzia e adolescenza diplomandosi in Lingue; si avvicina così alla letteratura europea e alle arti in genere. Terminati gli studi, però, decide di inseguire un altro sogno: il fashion system. L’autore si è laureato col massimo dei voti presso la Sapienza di Roma in Scienze della Moda e del Costume, un’innovativa interfacoltà tra Lettere e Filosofia ed Economia. Nel 2011 viene selezionato per un Master in Styling e Comunicazione presso il prestigioso Istituto Marangoni di Milano, conseguito anch’esso con lode. Ha iniziato la sua carriera professionale come Stylist e Digital Image Coordinator prima per la Dolce&Gabbana e in seguito per la DSQUARED2, per giungere a un’esperienza manageriale nel settore Digital Marketing e Comunicazione presso la Frankie Morello Milan.
Sin da bambino è stato affascinato dal mondo delle fiabe: è un vorace lettore e un appassionato di serie televisive e film fantasy. I suoi autori preferiti sono J.K. Rowling, C. Funke, S. Collins e l’intramontabile J.R.R. Tolkien. E’ innamorato della poetica onirica di registi come Z. Snyder, G. Del Toro e dei f.lli Wachowski. E’ anche appassionato di videogiochi rpg e ama definire la saga dei – Final Fantasy – le fondamenta della sua immaginazione.
La passione per la scrittura è arrivata inaspettata: in un momento di stress lavorativo ha aperto questa valvola di sfogo e ne è saltato fuori Dante e tutto il suo mondo. Da allora non ha più smesso di inventare storie e personaggi, di fantasticare sulle loro imprese e sognare di nuove fiabe e avventure.

“Il Mutafavole e l’ombra del primo buio” è la sua prima opera letteraria.


Che ne pensate di questo libro?

venerdì 25 novembre 2016

Vincitore Giveaway: cover di Harry Potter

Buonasera lettori ^^ oggi un post serale. Ho appena fatto l'estrazione del vincitore del giveaway per vincere la cover di Harry Potter.


Prima di procedere con il nome del vincitore, voglio ringraziare By Le Djamanais per la collaborazione e per la realizzazione di questa bellissima cover!
Vi lascio il link della sua pagina Facebook: qui

Ma andiamo al momento che tutti voi aspettate, il nome del vincitore... quindi rullo di tamburi!!

Il vincitore è:

Crystal Breeze


Riceverai un'email tra pochi minuti!!





mercoledì 23 novembre 2016

ANTEPRIMA: "Strange Activity" dal 7 Dicembre in libreria

Buongiorno carissimi lettori ^^ ieri sono stata contattata dalla Plesio Editore riguardo un nuovo libro, in uscita il 7 Dicembre. Quando ho scoperto di cosa si trattava ho deciso di scrivere subito questo post, perché Strange Activity in realtà non è una storia completamente nuova ed inedita. Infatti si tratta del cartaceo e di una versione arricchita di un romanzo ad episodi che è già stato pubblicato online l'anno scorso.
Visto il grande successo ottenuto, la casa editrice ha deciso di fare uscire finalmente il cartaceo! Magari qualcuno di voi l'avrà già letto, ma per chi ancora, come me, non l'ha fatto potremo rimediare presto 😎

STRANGE ACTIVITY
Plesio editore | 230 pp. | €12,50
"Strange Activity. Investigazioni, esorcismi e minchiate varie". Questo è il biglietto da visita di Angelo Strano, svogliato investigatore dell’occulto dal carattere estroverso. Il suo lavoro consiste nell’occuparsi di casi anomali che nessuno riesce a risolvere, ed è proprio per un problema del genere che viene contattato da un noto boss mafioso catanese. L’uomo vuole che Angelo protegga Regina, la sua adorata figlia minacciata da una strana creatura. Malgrado le insistenze della sua assistente Vera, per Angelo accettare l’incarico è fuori discussione: lui non lavora per i mafiosi. Tutto cambia, però, non appena tocca accidentalmente Regina: la vede in fuga, assalita e uccisa da un mostro. Sì, perché Angelo riesce ad avere flash della morte imminente delle persone con cui viene in contatto. Una maledizione, più che un dono, perché il futuro non può essere cambiato. Ma arrendersi senza provare non è un’opzione.

Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro, entrambi classe 1982, sono nati e vivono a Catania.
Coppia affiatata anche nella vita, scrivono a quattro mani da anni. Nel 2013 Plesio Editore pubblica il loro primo romanzo, Memorie degli Euritmi - Caesar – al quale segue Exceptor – Legno e sangue (dunwich edizioni).


Il libro sarà in preorder dal 28 Novembre fino al 6 Dicembre a questo link



Voi avevate già letto gli episodi della storia?


lunedì 21 novembre 2016

9^ TAPPA - BLOGTOUR "ALASKA": Recensione

Buongiorno carissimi lettori e buon inizio di settimana ^^ finalmente è arrivato il mio turno di parlarvi di questo bellissimo thriller. Si tratta di Alaska di Brenda Novak, edito dalla Giunti. Un libro che mi ha subito incuriosita e che per fortuna mi è piaciuto tantissimo *_*


Ma andiamo con ordine e parliamo prima del blogtour. Sicuramente avrete già visto alcune tappe sui social, e inoltre qualcuno di voi ha già partecipato ai flash giveaway organizzato da alcuni blogger, tra cui il mio su Twitter. 
Bene, adesso con questo blogtour altri 7 partecipanti avranno la possibilità di ricevere la copia cartacea del libro, avete capito bene ci saranno ben 7 vincitori alla fine del blogtour. Partecipare è facilissimo, sotto trovate le regole =D


Regole per partecipare al giveaway:

- Diventare lettore fisso dei blog partecipanti 
- Commentare tutte le tappe, lasciando anche un indirizzo email per essere contattati in caso di vittoria;
- Mettere MI PIACE alla pagina Facebook Giunti;
- Condividere l'evento sui social.




Finalmente eccoci al momento tanto atteso (almeno spero) della recensione. Il libro, come vi dicevo, mi è piaciuto tanto nonostante una piccola pecca, ma scoprirete tutto leggendo la recensione! 😉 Ho voluto provare le emoji per questa occasione, scusate xD. 


Se avete voglia di leggere un bel thriller Alaska è il libro giusto. 
Con una trama intricata, e in certi punti macabra, Alaska è riuscito a conquistarmi. Una lettura a perdifiato, che tiene il lettore sulle spine fino all’ultima pagina. 
Evelyn Talbot è la protagonista di questo libro, una psichiatra trentenne che dopo un passato terribile ha deciso di dare un senso alla propria vita, studiando i peggiori serial killer all’interno di una struttura psichiatrica di massima sicurezza, costruita nella fredda e buia Alaska. Ma il passato e il suo peggior incubo non hanno mai davvero lasciato Evelyn, anzi continuano a tormentarla e peggio si ripresentano quando viene rinvenuta una testa mozzata e sembra essere scomparsa anche un’altra persona.
Tutto sembra far pensare ai detenuti della clinica. Chi può commettere un omicidio così efferato se non un pluriomicida? Ma la verità non è così semplice da trovare. Tutt’altro, trovare il colpevole sembra un vero e proprio enigma. Bisognerà sciogliere la matassa per arrivare ad un finale assolutamente inatteso, che lascia il lettore impietrito. 
Nonostante una serie di libri alle spalle, Brenda Novak arriva in Italia solo adesso, ma “meglio tardi che mai”. Leggendo Alaska ho scoperto un’ottima autrice di thriller, capace di tessere una trama intricata e ricca di colpi di scena, con un ritmo incalzante che attanaglia il lettore dalla paura. Perché vi assicuro che l’adrenalina aumenta procedendo con la storia e staccarsi dal libro diventa sempre più difficile. 
In una fredda e nevosa ambientazione, che rende il tutto ancora più spaventoso, il lettore impara così
a conoscere i personaggi e ad affezionarsi ad essi, anche grazie alle descrizioni ben dettagliate che rendono riconoscibili i vari protagonisti, nonostante siano parecchi. Perché oltre alla dottoressa Talbot, conosceremo numerosi personaggi ugualmente importanti ai fini della trama.
Unico punto negativo del libro, secondo me è il finale. L’ho trovato un po’ più “spento” e quasi frettoloso, come se l’autrice si sia resa conto di aver scritto troppo e di dover concludere. Avrei preferito che le scene finali fossero state ricche di suspense, cosa che invece è venuta a mancare proprio nel momento clou del libro. Mi è dispiaciuto molto, perché nonostante il ritmo sia calato parecchio, il finale è davvero intenso e sorprendente.
Ma comunque credo che Alaska sia un libro da dover leggere e che quindi mi sento di consigliarvi, soprattutto se siete amanti del genere. 


VOTO:


Non perdetevi domani l'ultima tappa sul blog Dolci&Parole!!




Buona fortuna a tutti!





sabato 19 novembre 2016

GIVEAWAY: Prova a vincere una cover per cellulare di Harry Potter!

Buongiorno carissimi lettori, oggi ho una bella sorpresa per voi ^^ visto che il 17 Novembre è arrivato nelle sale italiane il nuovo film, tratto dal libro firmato J. K. Rowling: Animali fantastici e dove trovarli, ho deciso di organizzare un bel giveaway a tema!!


Con la collaborazione di Le Djamanais, un amico che si occupa di creare e vendere cover personalizzate (qui la pagina Facebook), ho pensato di premiare uno di voi con una cover per il suo cellulare!!

Il vincitore quindi riceverà una cover con la mappa del malandrino, specifica per il proprio cellulare (marca e modello dovrà essere comunicato insieme all'indirizzo).


REGOLE PER LA PARTECIPAZIONE
- Essere follower del blog
- Mettere 'mi piace' alla pagina Facebook del blog qui
- Condividere sui vari social per avere maggiori punti
- Scrivere un commento e lasciare la propria email
- Scrivetemi nei commenti, qual è il libro/film che più vi è piaciuto della serie?

Il vincitore sarà estratto con il sito random.org. Ogni nome sarà inserito una volta, per ogni condivisione sarà aggiunto nuovamente il nome, così da avere una maggiore possibilità di vincita.

Avete tempo per partecipare fino 25 Novembre.


Buona fortuna a tutti!


venerdì 18 novembre 2016

INEDITO: Le conseguenze inaspettate della sauna di Karen Waves

Avete presente Karen Waves? L'autrice di cui vi ho già parlato tante volte sul blog, la ragazza magnifica che ha scritto quella bella storia dell'italiana e il fighissimo coreano dal titolo Le cesoie di Busan, sì insomma proprio lei, mi ha fatto l'onore di ospitare sul blog un nuovo breve racconto su oppa, personaggio secondario della storia ma che ha incuriosito noi lettrici =P Ma bando alle ciance, vi lascio i link delle mie recensioni ai suoi libri e poi immediatamente sotto il racconto!

Le recensioni di Un buon libro non finisce mai:
1.5 Bad Girl





Le conseguenze inaspettate della sauna 
di Karen Waves
 Per Alexandria

“No.” 
“Ma Valentina…” 
“No.” 
“Avevi detto che potevo venire direttamente qui senza passare dalla sauna.” 
“L’ho detto quando pensavo dovessi dare una scorciatina a un cespuglio.” 
“D’accordo, era una siepe, ma…” 
“La siepe di un giardino pubblico.”
“Comunque una siepe sola.” 
“Lunga due chilometri e mezzo.” 
“E allora…” 
“E allora niente, sai di terra, clorofilla e sudore.” 
“Pensavo di piacerti sudato.” 
“Per dieci minuti sulla spiaggia quando sai di sale. Non quando arrivi sporco dal lavoro.” 
“Posso farmi la doccia qui.” 
“Se Yae-rim ti vede entrare nel suo bagno in quelle condizioni, domattina mi avvelena il caffè.” “Valentina…” 
“Vai alla sauna, cambiati, e poi ritorna qui.” 
“Ma io ho fame.” 
“In un momento di grande magnanimità, potrei farti trovare la cena pronta.” 
“Avevi detto che c’era solo bisogno di scaldarla.” 
“Appunto.” 
Valentina lo spinse sul pianerottolo e chiuse la porta. 
Won-ho si domandò se non fosse il caso di provare a ragionare con la sua irascibile fidanzata e persuaderla del fatto che stava esagerando. Poi si ricordò di chi stava parlando e con rassegnazione scese al piano di sotto. 
Gli piaceva poco la sauna dietro l’angolo, un edificio definito da Yae-rim “semplice, minimalista, davvero modesto”. Osservando l’ingresso con porte di bronzo e colonne di porfido, Won-ho condivideva senza dubbio la sua opinione. Quando lui e Valentina andavano insieme all’oncheon[1], invece, sceglievano quello vicino all’università, dove Valentina era stata adottata dalle vecchiette del vicinato che facevano a turno per intrecciarle i capelli. 
Pagò il biglietto d’ingresso ignorando l’occhiata carica di giudizio della receptionist, una ragazza che a occhio e croce aspirava a diventare come Yae-rim ma non aveva lo stesso budget. Nello spogliatoio, le cui panche erano costruite con pregiati legni tropicali, buttò i vestiti sporchi nell’armadietto di acciaio levigato e, nudo, si addentrò con prudenza nell’universo marmoreo della zona bagno. Quel giorno non aveva tempo per rilassarsi nelle vasche – avrebbe dovuto accontentarsi di doccia e sauna. 
Si lavò tra gli aromi di docciaschiuma di marca, evitò una riunione improvvisata di finanzieri, dribblò quattro chaebol[2], si nascose da un giovane poco simpatico che assomigliava molto al cugino di Yae-rim e si tuffò con sollievo nella nuvola di vapore della sauna, scegliendo la stanza più calda. 
Immerso nell’atmosfera nebbiosa poteva fingere di essere un esploratore perso nella landa misteriosa dei ricchi di Busan e riflettere sul destino ironico che aveva riservato alla sua contadinella un simile vicinato. 
Ma prima che potesse comporre il suo viso in un’espressione di appropriato interesse antropologico, si sentì chiamare da un languido accento di Seoul: “Kwon Won-ho!”. 
Oppa[3]. Soave. Inappellabile nella dogmatica certezza che Won-ho sarebbe stato tanto felice di vederlo quanto lo era lui di chiamarlo a sé. Paziente come un uomo diretto al martirio, Won-ho si voltò. 
Hyung,”[4] disse con rassegnazione verniciata di delizia. “Che sorpresa.” 
Oppa gli fece cenno di sederglisi accanto. 
Avvicinandosi con tutta calma, pregando che una catastrofe minore ma pressante troncasse il tempo a sua disposizione (gli sarebbe bastata una cosa modesta, magari un piccolo, innocuo tsunami), Won-ho osservò come oppa, perfino lì, rimanesse il notevole esemplare di cui Yae-rim era tanto fiera. 
Con la testa abbandonata contro il muro, oppa scopriva il collo elegante, le spalle larghe ma non troppo muscolose. Aveva la pelle di quel pallore che dichiarava una palese discendenza aristocratica, i capelli che pur fradici di vapore gli sfioravano la fronte con la grazia degna di un modello e le gambe lunghe che ricordavano quanto fosse più alto di Won-ho; praticamente era la definizione stessa di bellezza maschile coreana. 
Won-ho prese posto sentendosi appena fuori luogo, ma appena, giusto quanto una trota nel deserto, e si disse che dopotutto cosa aveva, oppa, più di lui? 
In quel momento, oppa si voltò e scoprì il sorriso di devastante perfezione in cui persino Yae-rim non riusciva a trovare difetti. Forse un ingegnere armato di compasso avrebbe potuto registrare delle mancanze nella simmetria del suo viso, ma Won-ho, dopotutto, si stava laureando in letteratura. 
Won-ho abbassò gli occhi, abbagliato. Vide cosa nascondeva oppa tra quelle gambe lunghe e se ne pentì. Il suo orgoglio non era scalfito, ma che oppa avesse anche questo pregio sembra francamente eccessivo.
“Non ti vedo spesso qui,” disse oppa, abituato alla sua stessa irritante bellezza. 
“No. In genere vado ai bagni vicino a casa mia.” 
“E oggi?” 
“Oggi Valentina mi ha ordinato di non farmi vedere fin dopo la sauna.” 
“Fate qualcosa di speciale?” 
“Non credo. Cena e film.” 
“Anche io e Yae-rim abbiamo in programma una sera rilassata. Degustazione di tartufi a casa del console francese.” 
“Capisco,” disse Won-ho, che non capiva ma aveva deciso di fingere per convenienza. 
“Sarà un evento per pochi, giusto una cinquantina di persone. Cena in piedi.” 
“Molto rilassante,” convenne Won-ho, domandandosi se non fosse troppo tardi per unirsi ai finanzieri nelle docce. 
“Le signore saranno in lungo. Il mio sarto dovrebbe portarmi il nuovo completo tra poco.” 
“Non voglio trattenerti se devi andare, hyung.” 
“Figurati, Won-ho. Per una volta che siamo tra noi uomini e possiamo discutere liberamente.” 
Lo guardò franco, suadente come l’affascinante spia in un romanzo anni trenta, e Won-ho gli rispose con lo sguardo ottuso di chi si riprende ora dai postumi di una sbornia. 
Di cosa potevano parlare, lui e oppa? Dello sfortunato incidente occorso pochi giorni prima, quando Valentina aveva usato una canotta Armani di oppa per pulire il sugo rovesciato per terra pensando che fosse del potatore? Di quando oppa era arrivato e aveva trovato Yae-rim che inseguiva Won-ho armata di strisce depilatorie, rassicurandolo che la ceretta alle ascelle dava una piacevole sensazione di freschezza? Della mattina in cui Won-ho aveva preso il deodorante sbagliato nel bagno e aveva dovuto girare per il resto del giorno profumato di betulla imperiale degli altipiani della Mongolia? 
“…una sensazione di grande libertà, non ho dubbi.” 
Forse avrebbe dovuto andare anche lui a cena dall’ambasciatore. Le sue doti diplomatiche si affinavano di minuto in minuto. 
“Non che io non veda l’ora di ritrovare la mia preziosa Yae-rim. Però penso spesso che la lontananza ravvivi il nostro legame.” 
“Dandoti un momento di tregua?” tentò di scherzare Won-ho, gettandosi sulla breccia di questa quasi complicità come Valentina sulle lasagne. “Anche io dopo qualche ora di distanza da Valentina sento un certo ritorno di fiamma. Mi dico che è perché mi dimentico un po’ com’è…” 
Il profilo ducale di oppa si increspò di disapprovazione. 
“Ballentina è una donna di qualità, anche se difficile,” disse freddo, echeggiando la pronuncia della sua fidanzata. “Non penso che Yae-rim ne parlerebbe tanto bene altrimenti.” 
“Stavo scherzando,” disse Won-ho, paziente. “Avrei preferito essere già a casa con Vale.” 
Oppa lo scrutò con attenzione. “Beh,” concesse infine, magnanimo. “Dopotutto anche Valentina ha un senso dell’umorismo un poco rustico.” 
Won-ho usò la stessa tecnica della sua ragazza quando Yae-rim si faceva indisponente e pensò a cento cose che lo rendevano felice, come i modelli dal nuovo catalogo Cesoie e rastrelli oggi. (Valentina, più pratica, contava i possibili stratagemmi per bruciare il guardaroba della sua coinquilina senza lasciare tracce.) 
Dopo qualche minuto arrivò alla luminosa e brillante intuizione che, se oppa era come Yae-rim, c’era un modo sicuro per distrarlo e passare in tranquillità la sauna. 
“Mi sono sempre domandato come vi siate conosciuti tu e Yae-rim,” disse, con l’espressione innocente di chi è davvero interessato. 
Come Won-ho aveva sperato, gli occhi di oppa si accesero della stessa luce rapita che aveva fatto risplendere Yae-rim quando si era vista per la prima volta con un Valentino couture
“In una tediosa giornata che mai dimenticherò, Yae-rim gettò indietro i capelli e mi parve che il tempo stesso si arrestasse davanti a tanta perfezione. Erano una cortina di luce. Una cascata di giada. Una pregiata seta giapponese.” 
Won-ho annuì solennemente, incoraggiandolo a continuare a parlare di se stesso e della sua amata compagna di razzie nelle boutique di Gangnam. 
“Mi ero appena trasferito qui da Seoul. Pensavo al Sud come alla terra del mio esilio, la landa desolata tra i monti e il mare nella quale si sarebbero spenti i sogni della mia prima giovanezza.” 
Allarmato, Won-ho osservò oppa portarsi la mano al cuore col manierismo discreto di un aristocratico dell’Ancien Régime costretto a emigrare per sfuggire ai giacobini. 
“I miei genitori mi avevano iscritto alla più prestigiosa scuola superiore di Busan. Una miserabile stamberga, se paragonata al mio istituto di Seoul.” Sempre più agitato, Won-ho sentì le dita di oppa posarsi sul suo ginocchio, rassicuranti: “Non che io non nutra la più profonda fiducia nell’educazione che hai ricevuto”. 
Il sopracciglio destro di Won-ho si inarcò fino a sparire sotto la frangia. 
“In mezzo a quella classe desolata, decadente, Yae-rim scintillava come l’ultimo diamante nel fango di un fiume esaurito.” 
Won-ho sapeva per certo che Yae-rim aveva frequentato una scuola talmente elegante e costosa che a ogni alunno veniva affidato un cavallo personale per le lezioni di equitazione. La divisa prevedeva un ricamo in vero filo d’oro. 
“E quando mi disse il suo nome, quel pesante accento locale era il suono più musicale che avessi mai sentito.” 
Yae-rim aveva avuto l’accento di Busan solo per otto giorni, a dieci anni, nella pausa tra la bambinaia inglese che aveva preso due lauree alla Yonsei e la bambinaia tedesca che ne aveva prese tre alla Seoul National. 
“Un colpo di fulmine, insomma,” disse Won-ho incerto e appena sarcastico, domandandosi se oppa fosse sempre così, e come facesse in quel caso Yae-rim a reggerlo. Forse, dopotutto, la coinquilina venuta dall’inferno non era così malvagia. 
Oppa rise. 
“Ah, no. Ahimé, non ero abbastanza per lei. All’epoca il mio stile lasciava piuttosto a desiderare.” Oppa si portò la mano alla fronte, ricordando i suoi crimini contro il buon gusto. Won-ho combatté con l’incertezza. 
“E quindi Yae-rim…” 
“Mi ha aiutato a trovare la luce.” 
“Nel senso che…” 
“Un giorno mi fermò dopo le lezioni e mi annunciò che ci saremmo messi insieme. E che quel pomeriggio mi aveva preso appuntamento con una personal shopper per un makeover.” 
Won-ho non si dispiacque più per Kim Yae-rim, una donna che era sempre riuscita a gestire la vita con il piglio con cui Winston Churchill aveva gestito la Seconda guerra mondiale. 
“Uno scambio mutuo e soddisfacente, insomma,” concluse. Si chiese se il sarcasmo fosse stato troppo, ma oppa lo guardò, attento: “Preferirei vederla mentre brucia le mie cravatte piuttosto che ascoltare un’altra che mi fa i complimenti. E penso che tu capisca esattamente cosa voglio dire”. 
All’improvviso, Won-ho si interessò al mosaico alle loro spalle, una raffinata e censuratissima riproduzione degli affreschi di Pompei. 
“Uhm,” annaspò, pensando a Valentina, Valentina con il suo carattere tremendo, ma anche la sua dolcezza inaspettata e disarmante. Valentina che a fine anno accademico sarebbe tornata in Italia. Valentina che non voleva lasciare andare. E oppa che lo guardava come se capisse. 
Hyung, è stato un piacere,” disse Won-ho alzandosi e aggrappandosi all’ora che scorgeva sull’orologio appeso al muro. “Ma temo sia tempo di andare. Non posso far aspettare Valentina.” 
E la cena, pensò, ma non lo disse. E se non me ne vado entro cinque secondi, non riuscirò più a trattenere l’imbarazzo. 
Oppa annuì. 
“Vai. Ci vediamo più tardi quando passo a prendere Yae-rim?” 
“Senz’altro.” All’arrivo di oppa, Won-ho voleva essere chiuso a doppia mandata in camera di Valentina, con il cassettone contro la porta e cose ben più interessanti tra le mani. E voleva dimenticare i pensieri poco piacevoli che oppa gli aveva suscitato. 
“E mi raccomando, comportati da gentiluomo. Ballentina è una ragazza occidentale e un poco barbara, come dice la mia preziosa Yae-rim, ma insieme siete adorabili.” 
Come un cesto di gattini. Come la nuova collezione Gucci. Come le cupcake da Instagram di Yae-rim. E anche appassionanti come un k-drama, visto che la loro storia aveva le settimane contate. 
Won-ho sorrise, quasi convinto. 
“Anche noi vi ammiriamo molto come coppia, hyung.” 
Oppa accettò quel tributo regalmente. 
“Non mi sorprende.” 
Prese il suo asciugamano di riserva dalla panca e glielo drappeggiò sulle spalle con cura quasi paterna. 
“Ho visto che ne hai portato solo uno.” 
Hyung, non c’è bisogno…” 
“Preparati e torna dalla tua Giulietta.” 
Oppa che tentava citazioni letterarie dopo avergli parlato d’amore era senz’altro un segno dell’apocalisse incombente. 
“Grazie, hyung,” si rassegnò Won-ho. 
“Prego.” 
Oppa lo congedò benedicente e Won-ho si dileguò. Tornato nello spogliatoio si asciugò veloce (dopotutto oppa era stato gentile), cercando di mettere da parte quello che era successo. Oppa non poteva certo sapere cosa provava per Valentina. Già Yae-rim alle volte dava prova di allarmante perspicacia; era statisticamente improbabile che anche quel farfallone del suo fidanzato avesse una simile profondità. Rassicurato, Won-ho si rivestì e in dieci minuti era di nuovo alla porta della sua diletta, determinato a fugare ogni dubbio. 
“Eccomi. Baciami e dimmi che la cena è pronta.” 
“Sei il solito zotico,” disse Valentina, lasciandosi appoggiare con passione al muro. “E con cosa ti sei lavato? Sei peggio di una profumeria dopo un terremoto.” 
“Il fatto che ti lamenti anche quando sono fresco di sauna è…” cominciò Won-ho, e poi si fermò. Nell’aria aleggiava, inconfondibile, il profumo dell’asciugamano di oppa
Betulla imperiale degli altipiani della Mongolia. 
“Tieni in caldo il cibo,” disse Won-ho, che dimenticò subito la conversazione con oppa, e Valentina sbuffò mentre il suo potatore si infilava nel bagno per la seconda doccia nel giro di un’ora. 
Mangiarono freddo. 

Le conseguenze inaspettate della sauna è un racconto ambientato a Busan, quando Valentina Bisello aveva ancora una pazza coinquilina di nome Kim Yae-rim e un potatore coreano come fidanzato a progetto.

[1]Oncheon: edificio che comprende bagni caldi e freddi, docce, saune, e spesso anche ristoranti o centri di bellezza. 
[2]Chaebol: eredi di famiglie facoltose. 
[3]Oppa: letteralmente “fratello maggiore”, usato dalle ragazze per fratelli, amici o fidanzati più grandi. Yae-rim chiama il proprio ragazzo storico sempre così, senza usare il suo nome. 
[4]Hyung: “fratello maggiore”, usato da un ragazzo per chiamare un amico / conoscente più grande.


Il nuovo libro


Che ne pensate di questo racconto?

giovedì 17 novembre 2016

Recensione: Dreamology

Buongiorno carissimi lettori ^^ tra un po' andrò in università, ma prima volevo lasciarvi una nuova recensione.
Ringrazio la Newton Compton per avermi donato una copia di Dreamology, libro di cui avrete sicuramente parlare, ma che purtroppo non mi è piaciuto. Ma vi spiegherò tutto meglio nella recensione!

DREAMOLOGY
Newton Compton | 288 pp. | €9,90
Per quanto Alice può riuscire a ricordare, Max è sempre stato parte integrante dei suoi sogni. Insieme hanno girato il mondo, vissuto esperienze straordinarie e si sono innamorati alla follia. Max è il ragazzo perfetto… Peccato che non sia reale. Perché Max non esiste. O almeno, così ha sempre pensato Alice. Fin quando entra nella sua nuova classe, il primo giorno di scuola, e… non riesce a credere ai suoi occhi: il suo Max è lì, davanti a lei, in carne e ossa. Ben presto però dovrà fare i conti col fatto che il Max reale è molto diverso dal Max dei sogni. Il Max reale è testardo e problematico, ha una vita complicata e intensa, di cui Alice non fa parte, nonché una ragazza, Celeste. Anche il loro incontro e il loro rapporto non sono così perfetti come lei aveva sperato. Quando si è vissuto un amore da sogno, ci si potrà mai accontentare della realtà?

Ho iniziato a leggere Dreamology molto prevenuta e questo forse mi ha permesso di non rimanere troppo delusa dopo aver finito. Se dovessi descrivere con una parola questo libro, direi: discreto.
Niente di eclatante, nessuna storia emozionante o stupefacente.
Sicuramente la trama si presenta molto bene, fin da subito ci rendiamo conto di trovarci davanti ad una storia originale, che per una volta può presentarci qualcosa di nuovo. Ma leggendo ecco che purtroppo tutte le nostre aspettative sono deluse, a causa di una storia adolescenziale e fin troppo nauseante, lasciatemi passare il termine.
Alice è la protagonista del libro, sicuramente una ragazza fragile da tanti punti di vista. La madre ha lasciato soli lei, il padre e il cane, preferendo andare a fare la ricercatrice in Africa, non facendosi più viva, se non con qualche rara cartolina. In più Alice sogna fin da piccola il suo amore, Max un ragazzo che incontra nei suoi sogni e che sembra l’unico a farla stare davvero bene. Il loro è un mondo idilliaco, dove esiste solo l’amore, quello con la A maiuscola e dove l’impossibile accade.
Cover originale
Così passano le notti insieme, tra fiumi di latte, mongolfiere, seduti sulle nuvole o semplicemente mangiando un gelato. Scene che si ripetono notte dopo notte, e che per Alice ormai rappresentano la quotidianità.
Finché quel Max che lei ama e vede nei suoi sogni, un giorno sembra materializzarsi nella realtà, nella nuova città dove si è trasferita con il padre. Il Max reale però sembra diverso da quello dei sogni. Nella realtà è già fidanzato ma non con Alice, come nei sogni.
È da qui che inizia a svilupparsi la trama, regalando al lettore una storia interessante, che incuriosito vorrà conoscere ogni sviluppo dell’incontro tra Max e Alice. Peccato però che l’autrice ha deciso di dedicare poco spazio al vero fulcro della storia, ovvero il perché i due si conoscono già nel sogno, preferendo invece mettere in primo piano la loro vita sentimentale. Che per quanto possa essere importante per la storia, sicuramente non è quello che realmente interessa al lettore.
Dreamology è nato da un’idea originale ed eccezionale dell’autrice Lucy Keating, ma penso che non l’abbia sviluppata nel migliore dei modi, cadendo nella classica e banale storia d’amore adolescenziale. Quindi concordo con tutti coloro che hanno scritto, parlando di questo libro, che ha del potenziale, ma che non è stato ben sfruttato, ma proprio per niente, dall’autrice.
Insomma Dreamology non è un libro che vi consiglierei, ma se siete curiosi o amate questo tipo di storie d’amore, allora buona lettura!


VOTO:

mercoledì 16 novembre 2016

Recensione: La sposa giovane

Buongiorno carissimi lettori ^^ Come procedono le vostre letture? Oggi vi lasciamo una nuova recensione di un libro che ho letto in aereo. Baricco è uno dei miei scrittori preferiti, non lo nego, tuttavia questa volta non mi ha convinto al 100%.


LA SPOSA GIOVANE 
Risultati immagini per la sposa giovane baricco
Feltrinelli | 192 pp. | €17,00

Siamo all’inizio del secolo scorso. La promessa Sposa è giovane, arriva da lontano, e la Famiglia la accoglie, quasi distrattamente, nella elegante residenza fuori città. Il Figlio non c’è, è lontano, a curare gli affari della prospera azienda tessile. Manda doni ingombranti. E la Sposa lo attende dentro le intatte e rituali abitudini della casa, soprattutto le ricche colazioni senza fine. C’è in queste ore diurne un’eccitazione, una gioia, un brio direttamente proporzionale all’ansia, allo spasimo delle ore notturne, che, così vuole la leggenda, sono quelle in cui, nel corso di più generazioni, uomini e donne della famiglia hanno continuato a morire. Il maggiordomo Modesto si aggira, esatto, a garantire i ritmi della comunità. Lo Zio agisce e delibera dietro il velo di un sonno che non lo abbandona neppure durante le partite di tennis. Il Padre, mite e fermo, scende in città tutti i giovedì. La Figlia combatte contro l’incubo della notte. La Madre vive nell’aura della sua bellezza mitologica. Tutto sembra convergere intorno all’attesa del Figlio.
E in quell’attesa tutti i personaggi cercano di salvarsi.



Risultati immagini"Vedere come gli oggetti non portano in sè nulla del senso che noi gli diamo. Basta una circostanza obliqua, un piccolo assestamento della traiettoria, e in un attimo sono pezzo di tutt'altra storia. Crede che questa poltrona sarà diversa per aver ascoltato le mie parole o per aver ospitato il suo corpo e il mio?"

Quello che ho sempre amato di Baricco è la sua capacità di usare le parole per incantare e creare atmosfere soavi e dal profumo delicato. Ogni frase sembrava essere deposta lì con cura, come se da sempre avesse cercato quel paragrafo e adesso lo avesse ritrovato. Insomma, non fa altro che restituire il proprio posto a parole che erano andate perdute ma che avevano ancora tante cose da dire. Mi è rimasto molto impresso quale è il modo attraverso cui una storia, piuttosto che un'altra, decidono di farsi raccontare dallo scrittore: tiene qualsiasi oggetto possibile su di un tavolo ed è lì che tutto comincia, d'improvviso, come se pezzi di carta, modellini di ceramica, ritagli di giornale, stralci di stoffa, prendessero vita e si animassero pronti a partire per il loro viaggio. Tuttavia, nonostante questa maestria sia presente anche in questo libro, stavolta la trama non è riuscita a convincermi del tutto né ad ammaliarmi come, ad esempio, era successo in ogni pagina di Oceano Mare. Badate bene, questa volta si tratta di un viaggio parallelo: se da una parte si racconta la storia di una famiglia, alquanto strana e misteriosa nelle sue abitudini e superstizioni, dall'altro canto lo stesso scrittore del libro (un alter ego di Baricco?) si mostra nei suoi pensieri che compaiono come sprazzi di luce in quell'universo di cui egli è il creatore. Questo è sicuramente un aspetto che ho trovato particolarmente interessante: si percorrono insieme la vita reale dello scrittore e la vita fittizia dei personaggi. E in questo pellegrinaggio comune, lo scrittore sembra farsi guidare da loro nonché salvare, facendosi indirizzare verso la verità della sua esistenza nonchè, forse, la possibilità/il dovere di prendere una traiettoria diversa.

"Non veniva da me, era lì e basta: così mi accorsi che diceva qualcosa che io non avrei saputo formulare ma che ora riconoscevo senza incertezze. Mi riguardava. La lessi ancora una volta e capii, in tutta semplicità, che quel che mi rimaneva da desiderare, dato per definitivo il mio sconcerto, era effettivamente morire alla luce del sole [...] Ma d'improvviso non stavo più scrivendo, stavo vivendo- una cosa che appunto tralascio di fare da tempo, o almeno ogni volta che mi è possibile-se vivere è il nome di quel rapido tornare a se stessi che mi capitò di sperimentare, senza preavviso, mentre sdraiato sul divano leggevo ad alta voce una frase che qualche giorno prima avevo scritto e che adesso mi si ripresentava." 

Di fatti, è proprio un romanzo che si incentra sulla salvezza, restituita soltanto da un possibile ritorno del Figlio, e su tutti quei sentimenti umani che protendono ad essa. Un romanzo che parla di attesa, di desiderio, di follia mista a imperscrutabili sillogismi, di personaggi che sono esasperazione di uno o dell'altro sentimento: Modesto rappresenta così la cura e la meticolosità del servizio; il Padre la razionalità estrema e il rifugio dalle passioni a causa di un difetto del cuore che, al minimo sobbalzo, potrebbe portarlo dall'altra parte del mondo; la Madre il culto della bellezza e della sensualità eterna; lo Zio l'incapacità di affrontare le conseguenze della vita scappando in un mondo soffuso concessogli da un sonno semi-continuo; la Figlia, il difetto umano e la ribellione interiore a costumi ormai vecchi. E poi lei, la Sposa Giovane, il personaggio principale e forse il più emblematico, che subisce una profonda metamorfosi: dall'innocenza e ingenuità alla conoscenza del mondo, sino a inoltrarsi nella scoperta del piacere e del suo essere donna. Un unico elemento sembra rimanere uguale: l'attesa di un uomo che ama, e se così non è, che rappresenta almeno la sua via di fuga dalla sua famiglia. Ma cosa ricava quindi dallo stare insieme alla famiglia del Figlio? Semplicemente un percorso di crescita personale, tutto scandito da un tempo che sembra inamovibile, scandito appena dalle colazioni infinite, dalle litanie notturne per sfuggire alla morte, dalle sette finestre aperte ogni mattina da Modesto. Come se ci trovassimo di fronte a un quadro coperto da una tela. Il mistero inizialmente ci avvolge per poi essere piano piano svelato mostrandoci il quadro nella sua interezza. Il tutto attraverso la mente dei personaggi che si scambiano di posto raccontando, al proprio turno, la propria storia nonché la propria visione del mondo, più o meno profonda o superficiale. Eppure, mentirei se dicessi che il libro mi è piaciuto completamente. Ci sono infatti due punti che mi hanno fatto storcere il naso o rallentare la lettura: a volte, si ha la sensazione che il linguaggio sia troppo abbellito e orpellato rendendo difficoltosa, se non addirittura lenta, la narrazione; c'è un eccessiva attenzione per il sesso in tutte le sue sfumature, non entrando mai però nel volgare, dalle stanze intime della casa ai bordelli di città. Non nego che, col senno di poi, tutto è teso alla crescita, o meglio dire scoperta, della Sposa Giovane e nella "preparazione del suo grembo", tuttavia alcuni tratti li ho trovati forzati e facilmente sostituibili da un ampliamento di altri aspetti narrativi. Di sicuro non il migliore dei libri di Baricco. Tuttavia lo consiglio per chi ha fame di un linguaggio ben usato, di una storia enigmatica e di personaggi sfumati, a volte dai contorni indefiniti. Si sa che non è sempre facile viaggiare con Baricco eppure le sue storie continuano ad affascinarmi. 

VOTO:

Voi lo avete letto?
Che ne pensate?




martedì 15 novembre 2016

Nuove uscite in libreria (Rizzoli, DeAgostini, Fabbri editore)

Cari lettori, oggi doppio post!
Ne approfitto per parlarvi delle nuovo uscite in libreria, nuove uscite che mi hanno subito catturata per le cover e le trame *-*



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Inizio parlandovi del nuovo libro di Stephenie Meyer, autrice della fortunata serie di Twilight e edito in Italia dalla Rizzoli. Uscirà il 24 Novembre, quindi dovremo aspettare ancora un po' per poterlo leggere. 


THE CHEMIST
La specialista
Rizzoli | €20,00 (cartaceo) | €9,90 (eBook)
Lei lavorava per il governo degli Stati Uniti, per un'agenzia così segreta che non ha neanche un nome. È un'esperta nel suo campo, ma adesso sa qualcosa che non dovrebbe sapere, e i suoi ex capi la vogliono morta. Subito. Non può restare a lungo nello stesso posto, né mantenere la medesima identità per troppo tempo, e l'unica persona di cui si fidava è stata uccisa. Quando le viene offerta la possibilità di mettersi in salvo, in cambio di un ultimo lavoro, lei accetta, ma nel momento in cui si prepara ad affrontare la sfida più dura, si innamora di un uomo. E sarà una passione che può soltanto diminuire le sue possibilità di sopravvivenza. Mentre tutto si complica, la Specialista sarà costretta a mettere in pratica il suo "talento" come mai prima. In un mondo in cui i rapporti di fiducia mutano di continuo, dovrà muoversi con ingegno e astuzia per proteggere se stessa e l'uomo che ama. 

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Anche I nostri cuori chimici, sempre edito dalla Rizzoli, arriverà in Italia il 24 Novembre. È uno YA autoconclusivo e potremo averlo con la cover originale che è fighissima *-* 


I NOSTRI CUORI CHIMICI
Rizzoli | € 17,00
Henry Page, 17 anni, è l'ultimo dei romantici, da sempre all'inseguimento del grande amore. E forse proprio per questo, non si è mai innamorato. Ma un giorno in classe arriva Grace Town, e tutto cambia. Grace cammina aiutandosi con un bastone, porta vestiti troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Henry se la ritrova accanto nella redazione del giornale della scuola, e presto ne rimane incantato. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato, ma questo non fa che attirare Henry, convinto di poterle ridonare quel sorriso che fino a pochi mesi prima era una sua quotidiana compagnia. Ma forse ciò che è spezzato non sempre si può riparare, e il grande amore è più amaro di quanto i romantici credano.

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Passiamo invece ad una pubblicazione della Fabbri editore. Io sono buio è il primo libro della saga young adult The Conquerers. Anche questo potrete trovarlo nelle librerie il 24 Novembre, e anche per questa è stata mantenuta la bellissima cover originale *-* 


IO SONO BUIO
Fabbri editore | €17,00 (cartaceo) | €6,99 (eBook)
Una principessa non dovrebbe essere brutale. Ma Lada, figlia di Vlad Dracul, è diversa da ogni altra: affamata di potere fin da piccola, preferisce la lotta e i coltelli alle bambole. L’esatto contrario del fratello Radu, dolce, bellissimo e delicato come un bocciolo di rosa. Quando i due vengono lasciati in ostaggio dal padre, ancora bambini, al sultano dell’Impero Ottomano – prigionieri di un sovrano crudele e sottomessi a una cultura completamente diversa dalla propria – Lada inizia a progettare la sua spietata vendetta. Mentre la ragazza si prepara a combattere, il figlio del sultano Mehmed si mette tra lei e il fratello, spingendoli a diventare rivali. E in questo triangolo avvelenato forze potenti tendono gli animi: desideri di riscatto, gelosie tremende e un’ambizione sfrenata. Avvolta in un vortice di passioni turbinose, Lada si troverà di fronte alla scelta più difficile: portare a termine il suo piano o arrendersi all’unico nemico che forse non è in grado di sconfiggere, l’amore. 

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L'ultimo libro invece esce oggi nelle librerie italiane. Si tratta dell'ultimo attesissimo capitolo della serie Revenants di Amy Plum

IF I SHOULD DIE
DeAgostini | 496 pp. | €14,90

Com’era la vita di Vincent prima di incontrarmi, prima di scoprire l’amore? Decenni di dolore e sacrificio, passati ad appagare la sua natura di revenant, a morire e a risorgere per salvare migliaia di innocenti. E proprio ora che credevamo di avere il futuro nelle nostre mani, siamo stati traditi nel peggiore dei modi da chi consideravamo un’alleata e un’amica. Mi fidavo di Violette, e lei ha portato via il mio amore per annientarlo e assorbire così i suoi poteri. Ora, senza più un corpo in cui tornare, Vincent vaga in forma di spirito sulla Terra. Non potrò più vederlo, toccarlo, sentire le sue dita che mi sfiorano i capelli… non potrò più rifugiarmi tra le sue braccia e annegare nei suoi baci. Eppure sento che non tutto è ancora perduto. Per salvarlo sono disposta a pagare qualunque prezzo, anche a immolare la mia anima. Perché non posso immaginare di trascorrere un solo giorno senza di lui. Non dopo tutto quello che abbiamo condiviso e sofferto. E adesso che i nostri nemici hanno compiuto la loro mossa, non mi resta che una cosa da fare: combattere.

Concludo con i saluti di Amy Plum a noi lettori italiani <3

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Che ne pensate di questi libri?

Recensione: Milano da morire

Buongiorno carissimi lettori, iniziamo questa giornata, ricca di post, con una recensione. Ahimè si tratta di una recensione negativa :\ infatti l'avevo pronta da un bel po', ma ho rimandato sempre per pubblicarla. Ma oggi mi sono finalmente decisa a farvela leggere.

Il libro è un noir, edito Giunti, scritto a quattro mani da Achille Serra e Giovanni Di Sorte.

MILANO DA MORIRE
Giunti | 192 pp. | €9,90
Milano, anni ’70: il desiderio di benessere e di soldi facili si alterna alla violenza quotidiana delle manifestazioni di piazza, dei crimini della malavita spicciola e delle bande organizzate.
Appena arrivato da Roma per dirigere la Squadra Mobile nel capoluogo lombardo, il commissario Rocchi si ritrova ben presto ipnotizzato e sedotto dalla magia delle notti milanesi, con i locali scintillanti, il dinamismo sfrenato, la voglia di apparire. Quando Marco Cavalli, ricco proprietario di un famoso night nonché noto playboy, viene trovato morto nel suo appartamento, tutti gli indizi sembrano convergere su una persona: Anna Martini, la vicina di casa, da sempre invaghita del giovane e gelosa della bellissima figlia Chiara, che ha avuto una relazione con la vittima. Ma Rocchi non si lascia ingannare dalle apparenze: il quadro pare fin troppo semplice e lineare. Solo il fine intuito del commissario riuscirà a portare alla luce una verità sconvolgente, che nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare. 
Un romanzo noir dal ritmo serrato e ricco di colpi di scena basato sulle vere inchieste di Achille Serra.


Milano da morire non è nulla di quello che ci si aspetta leggendo la trama. O meglio, non si tratta del classico noir, ma è più una sorta di libro inchiesta. Oltre che alla storia già accennata nella trama, punto focale del libro è sicuramente la descrizione di una Milano diversa da come siamo abituati a vederla. Milano negli anni ’70 era una città con una doppia personalità, se da una parte c’era la nobiltà, la moda ed era il sogno dei giovani, dall'altra era una città corrotta, intrisa di sangue e droga. È questo che Achille Serra e Giovanni di Sorte vogliono evidenziare nel loro libro scritto a quattro mani, e sicuramente è quello che meno mi aspettavo.

Protagonista dell’intera storia è il commissario Rocchi, che, come molti suoi coetanei, si trasferisce nella grande Milano, nella speranza di trovare adrenalina e finalmente passare all'azione, dopo anni passati chiuso in una piccola caserma a compilare fogli. Ma quello che non si aspetta è la vera Milano, quella in cui i soldi passano di mano in mano, per avere un po’ droga, quella in cui la prostituzione è una fonte di reddito cospicua. In tutto quest’ambiente aggiungiamoci un delitto e il noir è pronto e succulento.
La povera vittima è Marco Cavalli, un noto playboy e proprietario di un locale rinomato, tutto sembra fin troppo chiaro, il colpevole è la vicina di casa, da sempre invaghita del giovane. Ma il commissario Rocchi sembra non credere a questa verità, da bravo investigatore capisce che deve esserci qualcos'altro sotto. Da qui si sviluppa una trama fitta di mistero e suspense. Sicuramente la parte più interessante del libro, e forse l’unica. 

Purtroppo questo libro non mi ha lasciato nulla, non mi è piaciuto l’inizio, in cui gli autori si sono persi fin troppo a spiegare l’ambientazione di Milano degli anni ’70 e non mi è piaciuto come è stata sviluppata la storia. Il commissario Rocchi sembra poco professionale e spesso vengono inseriti ulteriori dettagli per spiegare, ancora una volta, com'era la vita a Milano in quel periodo. 
Quindi non mi sento di consigliarlo, soprattutto se siete appassionati del genere. 

VOTO:








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