domenica 30 ottobre 2016

Recensione: Sei ore e ventitré minuti

Cari lettori siete pronti per Halloween? ^^ Io non ho ancora organizzato nulla, ma sicuramente andrò da qualche parte con i miei amici!
Comunque oggi, visti i giorni di "vacanza", ne approfitto per pubblicare una nuova recensione. Si tratta del libro Sei ore e ventitré minuti di Domitilla Shaula Di Pietro, edito da Fanucci per la collana TimeCrime. Un libro emozionante, da brividi e che parla a noi donne in modo schietto e sincero. Un libro da leggere assolutamente!

SEI ORE E VENTITRÉ MINUTI
Fanucci | €4,99 (eBook) | €14,90 (cartaceo)
Settembre, è notte nella campagna toscana.
Frida è irrequieta e ha voglia di camminare. Si sente sicura, conosce quei luoghi e non ha paura. Afferra uno scialle mentre il cellulare le sta squillando, non se ne accorge ed esce. Pochi passi, un rumore di foglie calpestate, e Frida viene afferrata da dietro, trascinata in un casolare, legata a un letto per sei ore e ventitré minuti. Se urla, l’ammazza, se non fa come dice lui, aumenta il dolore. L’unico modo per sopravvivere è isolare la mente e volare lontano dove non c’è traccia di tutto quel sangue... Cosa sarebbe successo se avesse risposto al telefono? Quale destino le avrebbe riservato il futuro? Avrebbe evitato l’orrore di quella notte che l’ha segnata per sempre? 
Un romanzo che racconta il dolore fisico e la profanazione mentale, la morte del cuore e la sua resurrezione, ipotizzando anche un’altra vita, fatta di sogni e problemi quotidiani; perché non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante, è ciò che ci rende più forti e profondi.
Perché bisogna avere il coraggio di denunciare, sempre.

 L'AUTRICE
Domitilla Shaula Di Pietro è nata e cresciuta a Roma. Si sposa poco più che ventenne e dedica la sua vita ai figli. A quarant’anni diventa pittrice quasi per caso, riscuotendo fin da subito un buon successo. Dopo due sceneggiature scritte per il cinema, Sei ore e ventitré minuti è il suo primo romanzo.


Ci sono libri che ti conquistano fin da subito, sarà il titolo, sarà la trama, sarà la copertina, fatto sta che quel libro è destinato ad entrarti dentro, a conquistarti e a farti provare certe emozioni. Tutto Sei ore e ventitré minuti, un libro difficile da leggere e portare a termine. Ci vuole tenacia e grande forza per arrivare alla fine, così come la protagonista del libro ha avuto una grande forza per poter riprendere in mano le redini della sua vita.
questo è ciò che mi è capitato con
Con questa recensione non voglio parlarvi tanto della storia del libro, perché credo che vada letta e capita piano piano e le mie parole non basterebbero per farvi capire l’importanza di questo libro. Piuttosto voglio parlarvi della protagonista. 
Frida è una donna felice, con una famiglia adorabile che le vuole bene. La sua è una vita normale, come tante altre, ma qualcosa sta per cambiare irrimediabilmente la sua quotidianità, basteranno solo sei ore e ventitré minuti per portare via la dignità, la sicurezza, la tranquillità ad una donna. Frida è in vacanza con la sua famiglia e la sua migliore amica quando tutto succede. Basta una passeggiata e il cellulare lasciato sul letto per spezzare l’incantesimo. Ma se solo Frida avesse risposto a quel cellulare forse tutto ciò non sarebbe mai accaduto. Quindi forse la nostra vita è già scritta? O sono le nostre scelte a farci percorrere una strada piuttosto che un’altra? Queste sono le domande che perseguiteranno Frida per tanti anni e che l’autrice riesce a descrivere con un’abile maestria nel libro. 
Il lettore infatti leggendo si imbatte su una doppia vita che riguarda la stessa protagonista. Da una parte la verità, dall'altra ci viene descritto quello che forse sarebbe successo se Frida avesse risposto alla chiamata. Due vite apparentemente diverse ma che continuamente si intrecciano e combaciano. Quindi qual è la verità sul destino? Esiste o meno?
Sei ore e ventitré minuti mette la protagonista, ma anche noi lettori, davanti a continue domande sulla vita. Sul perché le cose accadano e se è possibile cambiarle. 
Quello che mi ha lasciata ancora di più incredula e stordita è che quella raccontata da Domitilla Shaula Di Pietro è una storia vera e personale. Anche se rivisitata e modificata nei nomi, l’autrice ha voluto lasciarci una testimonianza della sua storia e di tutto ciò che ne consegue. Quindi questo libro è molto più che un semplice romanzo, è una sorta di diario, che mette il lettore davanti alla realtà. La sua è una testimonianza di violenza non solo fisica, ma soprattutto psicologica. Con questo libro Domitilla vuole parlare soprattutto alle donne, vittime e non, affinché abbiano sempre il coraggio di andare avanti e di denunciare soprusi e violenze. 
Insomma, come dicevo, Sei ore e ventitré minuti non è un libro facile da leggere, richiede attenzione per poter trasmettere tanto e, soprattutto, insegnare molto a noi donne. 


VOTO:



giovedì 27 ottobre 2016

Il mondo del trash: si può parlare di "libri"?

Buongiorno carissimi lettori ^^ Per oggi c'era un altro post in programma ma mi è venuta in mente questa idea e non ho saputo resistere nel presentarvela! Probabilmente se ci prendo gusto potrebbe diventare una nuova rubrica da aggiornare mensilmente ahahaha :P

Sappiamo bene come spesso nelle librerie, insieme a grandi autori, pietre miliari, capolavori indiscussi e di una bellezza sconfinata, sostino sullo stesso scaffale libri che, ahimè, cadono nello scadente e nel trash più sfrenato senza aver il minimo rispetto per i veri romanzi posti accanto a loro. Sembra che ormai il mondo dell'editoria sia aperto a tutti.... coloro che sono famosi o hanno la giusta somma di denaro per permettersi di sviare qualsiasi risposta negativa e darci dentro con i loro "capolavori del degrado". D'altra parte invece, gli sconosciuti, gli esordienti, che magari hanno una storia con un grande potenziale, sono messi da parte, non considerati, abbandonati dietro montagne di email. Bene, noi vogliamo dire con questo post basta. Basta allo spreco di carta, basta all'inserire sugli scaffali libri indegni di essere definiti tali, basta paragonarli a capolavori o migliore novità dell'anno, basta la pubblicità incoerente. Quantomeno potrebbero creare un reparto in libreria dedicato soltanto a loro senza che si mischino agli altri. Ma andiamo adesso a scoprire qualche bel libro, degno di essere definito "il trash del trash". La cosa inquietante che ho scoperto è che ne esistono davvero tanti D:

Risultati immagini per libri barbara d'ursoMi dispiace ma lei rimane la mia preferita. Questo sarà sicuramente un altro romanzo pieno di passione e di una profondità tale da lasciarvi a bocca aperta. Ah, e cosa vedo lì all'angolo? Ebbene si, è stata anche lei pubblicata dalla Mondadori, mica si scherza. (Ma si sono bevuti tutti il cervello? >.< )

Per la mia esperienza, prendersi cura di sé è molto più semplice di quanto siamo abituate a pensare. Da anni seguo una routine beauty molto snella, a prova di vita frenetica. In queste pagine ho voluto condividere i miei piccoli grandi segreti di bellezza: dal più infallibile (e semplice) degli antirughe, ovvero la pulizia del viso, ai mille modi per nutrire la pelle; dai trucchi per avere mani e piedi sempre morbidi a quelli per sgonfiare la pancia e sconfiggere la cellulite, tornando toniche e atletiche; dai tips per avere capelli lucenti e setosi a piccole ma potenti abitudini come la meditazione, la mindfulness o il buon sonno, che ci rendono radiose dentro e, dunque, ci permettono di apparire più belle e felici. Ho provato a creare per voi un'agenda di bellezza con le cose da fare ogni giorno e ogni settimana. Ho indicato accanto a ciascun trattamento il tempo effettivamente necessario per eseguirlo, affinché vi rendiate conto che non è indispensabile una montagna di ore per essere carine e in ordine. Infine ho voluto condividere con voi il mio programma di rimessa in forma "killer", cui ricorro in casi di emergenza: una vera e propria beauty farm, bastano tre giorni per tornare al top! Insomma, un libro pieno di suggerimenti provati letteralmente sulla mia pelle, per poter sfidare tutti chiedendo: quanti anni mi dai?

Risultati immagini per valeria marini lezioni intime
Leggendo la trama del prossimo romanzo, mi viene solo una domanda in mente, anzi due:
1-Seriamente c'è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di comprarlo?
2-Ma siete davvero convinti che mi interessi almeno un pizzico di quello che c'è scritto?

La vita, la carriera, gli incontri, gli amori, i successi pubblici e il privoato più piccante: confessioni, rivelazioni, aneddoti e consigli sono il programma delle sue "Lezioni Intime". La storia di una donna di successo, e le sue regole semiserie per raggiungerlo, e mantenerlo. Dalla prima cotta per il giovane artista "con le stelle negli occhi" al debutto in teatro con Mario Scaccia e un braccio rotto, dall'exploit televisivo del Bagaglino al trionfo di Sanremo: l'ascesa della Stella Bionda, nella quale Federico Fellini voleva "abitare" e con cui Alberto Sordi ha girato uno dei suoi ultimi film, è raccontata anche dai tanti personaggi che hanno incrociato la sua vita. Franco Zeffirelli, Pippo Baudo, Lella Bertinotti, Alba Parietti, Bruno Vespa, Dolce e Gabbana, Renato Zero rivelano particolari inediti della burrosa celebrità che ha fatto della sua esistenza un'opera d'arte di "pop-olarità". Non mancano i retroscena del suo rapporto con Vittorio Cecchi Gori, rievocando il colpo di fulmine, la notte dell'irruzione, il mistero del fagottino di zafferano, le disavventure finanziarie e giudiziarie, le liti che hanno mandato in frantumi il loro amore. E il Senatore, torna a parlare di lei in un'intervista esclusiva. Il volume è arricchito da un inserto fotografico "chiuso" (Valeria Marini dalla A alla Z Vietata ai Minori: al lettore la scelta se aprirlo) e una carrellata di foto a colori che ripercorrono le principali tappe della sua vita e della sua carriera, in quella che è anche una biografia "da vedere".

E non finisce qui, abbiamo un moderno Silvio Pellico e non stiamo scherzando. Dovete assolutamente recuperare questa lettura!

Risultati immagini per libri fabrizio corona"Quando si decide di vivere una vita spericolata, sempre di corsa, quando si vuole avere tutto e subito, quando si riescono a ottenere facilmente le cose che hai sempre desiderato e la tua preoccupazione è cercare di avere ancora di più, quando sei 'drogato' di adrenalina e non riesci ad ascoltare niente e nessuno perché metti te stesso sempre avanti a tutto, quando scegli di sacrificare i tuoi affetti per i successi personali, quando ti ami troppo e ti senti onnipotente e decidi di camminare sempre su un cornicione, prima o poi cadi." Per anni Fabrizio Corona ha condotto una vita sopra le righe, sprezzante di ogni regola e limite, si è imposto come uno dei protagonisti della cronaca e del gossip, ha suscitato l'ammirazione incondizionata di molti, ma anche l'avversione, persino l'odio, di tanti altri. Oggi, condannato a tredici anni di carcere e recluso dal 25 gennaio 2013, il bad boy si trova a fare i conti con il passato e con l'immagine pubblica che lui stesso si è costruito. Fra tentativi di dare un senso alla condanna e moti di ribellione, fra progetti ambiziosi e momenti di sconforto, emerge una semplice verità: finora il personaggio Corona ha soffocato l'uomo Fabrizio. Così, attraverso lettere a uomini pubblici e amici personali, scritte con la sincerità di chi non ha più nulla da nascondere, e squarci della sua tormentata esperienza dietro le sbarre, Fabrizio getta la maschera e mostra il suo vero volto, i valori, i sentimenti e gli affetti.

Scusate ma... chi è esattamente? Voi lo conoscete? La Mondadori stravince secondo me con queste pubblicazioni!

Risultati immagini per mamma sono diventato una webstarFiorentino di nascita, milanese d'adozione, giocatore di basket a livello professionistico, è diventato youtuber per caso: il treno che aspettava era in ritardo, lui nell'attesa si è fatto un video e l'ha caricato su Facebook. Il successo di quella sua prima prova l'ha spinto a proseguire e oggi, a due anni dal suo esordio in rete, i suoi numeri sono impressionanti. La sua fanbase, formata da ragazzi di entrambi i sessi, l'ha premiato soprattutto per i suoi video della serie "Cantare sulla gente". In questo divertente libro "romanza" o meglio "sceneggia" la sua biografia: dal casuale esordio all'apertura del suo canale, dal trasferimento a Milano all'incontro con i fan ai suoi raduni e racconta i segreti di un ragazzo che ha cercato sempre di avere successo in tutto quello in cui ha creduto.


La storia d'amore più bella di tutti i tempi che fa un baffo a Romeo e Giulietta. Due innamorati come non li avete mai visti... e menomale!

Risultati immagini per bella zio pellegriniQuanto possono essere lontani i mondi di due ragazzi che abitano nella stessa città? Anni luce, se si tratta di Milano. Ardit, 17 anni, studia all'istituto professionale, e all'amore e alle sue pene proprio non ci pensa. Meglio concentrarsi sulla musica e i guai quotidiani - i genitori, i compiti in classe, i bulli - da affrontare insieme a una batteria di amici un po' pirati un po' moschettieri, su cui vigilano professori bizzarri quanto gli studenti a cui cercano di insegnare "L'Infinito". Tutto cambia quando in scena entra Clarissa, che frequenta un prestigioso liceo in centro. Perché se due mondi lontani si avvicinano troppo, non si sa mai quanto esplosiva sarà la collisione.




Non uno, non due, ma bensì tre volumi. Il vero dilemma sei tu, hai proprio ragione. 
Risultati immaginiCristina Evans ha sedici anni, vive a Los Angeles e frequenta il terzo anno dell'high school. Tra feste, amici e buoni voti, la sua è una vita perfetta. Finché la sua famiglia non decide di trasferirsi a Miami, e per Cris cambia tutto. Da un giorno all'altro viene catapultata in una nuova città e soprattutto in una nuova scuola. Nonostante senta la nostalgia di Los Angeles, riesce rapidamente ad ambientarsi e a stringere amicizia con gli studenti più popolari. Tutti la accolgono calorosamente... tutti tranne Cameron e la sua ragazza Susan, da subito ostili nei suoi confronti. E così, tra grandi e piccole difficoltà, Cris trova una nuova amica, Sam, e un nuovo amore, Matt. Ogni cosa sembra procedere nel migliore dei modi, ma come spesso accade nelle faccende di cuore, i giochi sono destinati a complicarsi. Col passare del tempo, Cameron e Cris comprendono che l'antipatia che provano l'uno per l'altra nasconde in realtà un sentimento ben diverso, e accettare e assecondare questa scoperta vuol dire mettere di nuovo tutto in discussione


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Voi cosa ne pensate?
Avete altri titoli da aggiungere?

martedì 25 ottobre 2016

Recensione: Antiche voci da Salem

Cari lettori ^^ oggi nuova recensione sul blog. Ho finito qualche giorno fa di leggere Antiche voci da Salem di Andriana Mather, edito Giunti, e volevo subito parlarvene, perché mi è piaciuto molto ^^

ANTICHE VOCI DA SALEM
Giunti | 384 pp. | €16,00
Salem, ai giorni nostri: quando Samantha Mather si trasferisce nell'antica casa avita per stare vicina al padre, ricoverato perché misteriosamente in coma, trova in città un’accoglienza piuttosto fredda. Sono passati ormai tre secoli da quando il suo antenato Cotton Mather è stato protagonista del processo alle streghe, firmando il trattato usato a fondamento delle condanne, ma i rancori che allora avevano spaccato la comunità sono ancora terribilmente vivi. Isolata e avvolta dall'ostilità gelida degli Eredi delle presunte streghe, Samantha si trova intrappolata in un complicato groviglio in cui passato e presente si intrecciano pericolosamente. Soltanto Jaxon, figlio della migliore amica del padre e segretamente attratto dalla ragazza, sembra immune a quell'odio, almeno finché Samantha non entra in contatto con l’affascinante Elijah, uno spirito tragicamente coinvolto nelle antiche vicende storiche, e le cose si complicano. Samantha scopre un modello ricorrente nei secoli, in base al quale le famiglie dei perseguitati e dei persecutori pagano un terribile tributo di morti. C’è solo una speranza per evitare che la storia si ripeta: svelare i segreti del passato fra odi antichi e passioni, e rinunciare a qualcosa di sé per aprirsi a un sentimento nuovo.

Antiche voci da Salem è il primo libro di una nuova serie paranormal romance dell’autrice emergente Adriana Mather. E direi che esordio migliore di questo non poteva esserci. L’autrice discende veramente da uno dei personaggi citato nel libro Cotton Mather, accusato di aver dato inizio alle impiccagioni delle streghe a Salem.
Tutti noi conosciamo questa città, proprio per le sue storie oscure, ed è qui che Adriana Mather ha voluto ambientare il suo libro, aumentano già subito la curiosità dei lettori del genere ed attirandoli a leggere il suo libro (missione compiuta!). Altro punto sicuramente a favore e abbastanza inquietante, lasciatemelo dire, è che l’autrice ha preso spunto da varie vicende reali della storia della città, per poi plasmarle per inserirle nella sua storia. Quindi come resistere a questo libro? 
Protagonista del libro è Samantha Mather, da poco trasferitasi insieme alla matrigna a Salem, per poter continuare a pagare le cure del padre, caduto in uno strano coma dal quale sembra non risvegliarsi. 
L’arrivo nella nuova scuola non è dei migliori, stranamente sembra che tutti la odino per via del suo cognome e a causa del suo antenato Cotton Mather. Come se non bastasse dal suo arrivo in città sembrano accadere cose spiacevoli, tra cui varie morti ingiustificate. Sam ha sempre saputo di essere sfortunata e che chiunque si avvicini a lei, finisce per farsi male, ma come può accadere tutto ciò anche nella nuova città? 
Quello che la protagonista non sa però è che la sua famiglia, da generazioni, è maledetta. Così ogni volta che i discendenti delle varie streghe, impiccate durante i processi di Salem, si riuniscono, muore qualcuno. 
Tra incantesimi, fantasmi, case abbandonate e tanto altro Samantha dovrà riuscire a spezzare questa maledizione che ha avuto origine molti anni prima. Per salvare sé stessa, ma soprattutto il padre, il cui coma adesso sembra avere una spiegazione. 
La prima parte del romanzo sinceramente non mi ha entusiasmata molto, finché alcuni sviluppo a metà storia mi hanno rapita, dopo di ciò staccarmi dalle pagine è stato impossibile. La storia richiama il lettore, è intrigante e magica. Ho apprezzato parecchio lo stile dell’autrice, che nonostante sia alla prima esperienza, è riuscita a scrivere una storia leggera, lineare e persuasiva. La parte paranormale è quella che ho preferito, piuttosto che la parte romance, che ho invece un po’ disprezzato, perché poco approfondita e ahimè si cade nello stereotipo del triangolo amoroso. Tutto sommato Antiche voci di Salem è un libro ben strutturato e studiato. Si vede che l’autrice ha fatto le dovute ricerche per scrivere la sua storia. Le descrizioni ben dettagliate dei luoghi sono fondamentali per conoscere maggiormente Salem e di conseguenza tutte le vicende legate a questi spazi. 
Mi è piaciuta molto la storia ed è stato piacevole passare del tempo in compagnia di questo libro. Consigliato assolutamente!


VOTO:



sabato 22 ottobre 2016

ATTENZIONE: Comunicazione ai follower - assenza dal blog

Cari lettori buon fine settimana ^^ oggi ci tenevo a scrivere questo post, perché ho già rimandato a lungo e credo sia giunta l'ora di dirvi le cose come stanno.

PER I LETTORI
Come avrete notato e come avevo già fatto presente, in questo periodo sono molto assente dal blog. Ho iniziato il terzo anno dell'università (ciò significa che si avvicina la laurea D=) e già dai primi giorni la stanchezza si è fatta sentire. Questo mese sto passando le intere giornate in università tra lezioni e laboratori che non mi lasciano davvero il tempo di rilassarmi e quando ogni sera torno a casa sono troppo stanca e ho solo voglia di stare tranquilla e mangiare.
Capirete quindi che per me è impossibile materialmente, per mancanza di tempo, di scrivere post o altro. Inoltre nei fine settimana mi tocca pulire casa, studiare e rilassarmi (finalmente!) quindi non ho neanche la voglia di stare qui a scrivere.

Abbiamo comunque deciso di mantenere aperto il blog, perché ogni tanto potremo pubblicare qualcosa e non volevamo abbandonarmi. Ezio per fortuna mi sta dando una mano, così che potrete continuare a leggerci. Da parte mia devo ancora leggere vari libri che mi sono arrivati ultimamente, quindi anche se a rilento pubblicherò ancora molte recensioni.


PER GLI AUTORI
Per ultimo volevo rivolgermi agli autori. Ultimamente mi sono arrivate tantissime email e purtroppo non sto rispondendo a nessuno, sempre per gli stessi motivi. Non credo di poter accontentare nessuno, quindi ho deciso momentaneamente di non accettare più richieste di segnalazione. Vi prego allora di non continuare a mandarmi email, perché mi manca il tempo materiale per rispondervi!


Spero di poter tornare presto attiva, ma nel frattempo dovrete pazientare. Vi ringrazio tutti perché siete ancora presenti e continuate a commentare nonostante la nostra assenza <3 GRAZIE!!


Christy


giovedì 20 ottobre 2016

C'era una volta il teatro dell'assurdo

C'era una volta il teatro. C'è ancora adesso. Ma, e sembra abbastanza chiaro, oramai ci troviamo in una fase di stallo dove manca inventiva e immaginazione: sbaglio o vengono riproposte opere esemplari (per fortuna per noi) o operette senza nulla di particolare ( e a volte molto superficiali)? Non dico che non ci siano spettacoli all'altezza delle aspettative e dei desideri dello spettatore, bensì che questa fase del teatro di certo non rimarrà nei libri di storia. Diversamente potremmo dire di molte correnti del passato che hanno lasciato un segno scalfendo per sempre il panorama teatrale e l'animo di molti uomini. Un esempio? Il teatro dell'assurdo. 
Teatro dell'assurdo è la denominazione di un particolare tipo di opere scritte da alcuni drammaturghi, soprattutto europei, sul finire degli anni '40, '50 e '60. Con lo stesso termine si identifica anche tutto lo stile teatrale nato dall'evoluzione dei loro lavori. Per Esslin il lavoro di questi autori consiste in una articolazione artistica del concetto filosofico di assurdità dell'esistenza, elaborato dagli autori dell'Esistenzialismo. Le caratteristiche peculiari del teatro dell'assurdo sono il deliberato abbandono di un costrutto drammaturgico razionale e il rifiuto del linguaggio logico-consequenziale. La struttura tradizionale (trama di eventi, concatenazione, scioglimento) viene rigettata e sostituita da un'alogica successione di eventi, legati fra loro da una labile ed effimera traccia (uno stato d'animo o un'emozione), apparentemente senza alcun significato. Il teatro dell'assurdo si caratterizza per dialoghi senza senso, ripetitivi e serrati, capaci di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma che stanno vivendo i personaggi.

Risultati immaginiDi certo, l’autore più celebre è Samuel Beckett con l’opera “Aspettando Godot” che gira tutta intorno alla stasi, alla mancanza di azione, all’incomunicabilità, al paradosso. La trama è assolutamente elementare: due uomini, Vladimir e Estragon, aspettano l’arrivo di un terzo, di nome Godot, che però non arriverà mai. Non sappiamo chi siano questi due uomini, dove si trovino, chi sia questo Godot e perché lo stiano aspettando. Le stesse didascalie sono assolutamente vaghe: “Una strada di campagna. Un albero. Sera”. Mentre Estragon e Vladimir aspettano entrano in scena altri tre personaggi: Pozzo col suo schiavo Lucky e un ragazzo, il quale comunica che Godot non riuscirà ad arrivare ma verrà senz’altro il giorno successivo. Il secondo atto si apre sulla stessa scena (“Il giorno dopo. Stessa ora. Stesso posto”, ci informa Beckett). Tutto si ripete quasi allo stesso modo salvo che ora Pozzo è cieco e Lucky è muto e Pozzo non ricorda di aver incontrato Vladimir ed Estragon il giorno prima. Anche il ragazzo, che riappare per comunicare ancora una volta che Godot non riesce a venire ma verrà senz’altro l’indomani, sostiene di non aver mai fatto quella stessa azione prima e di non aver mai incontrato Vladimir ed Estragon. 

Risultati immagini per waiting for godot
Il particolare lessico si riassume nei silenzi e nelle lunghe pause che intercorrono tra un dialogo e l’altro; dialoghi peraltro, molto brevi, ma pregni di incisività. Il silenzio e le pause sono per Beckett il chiaro esempio dell’incapacità dell’uomo di comunicare con i suoi simili. La scenografia è molto spoglia: un albero un lampione sono sufficienti per offrire la pienezza delle parole e centrare l’attenzione su di esse e sulla loro irrealtà. I personaggi sono persone sospese nel tempo, incapaci di muoversi e di affrontare la vita basata sull’attesa. Il destino, altro elemento da non disconoscere, è qui disegnato come punto interrogativo, legato all’attesa di Godot, che forse cambierà la vita dei due protagonisti.
Subentra improvviso, ma inevitabile nel contempo, l’elemento della delusione, tanto da far pensare i due protagonisti al “suicidio”, come atto estremo di una snervante inutilità dell’esistenza.
Filosofia della fragilità, della precarietà vitale che può avvolgere  tutti indistintamente, una realtà schiacciante a cui far fronte, poiché Godot non verrà. 



martedì 18 ottobre 2016

Giveaway d'autunno: nuovi libri per voi da leggere sotto le coperte!

Buongiorno carissimi lettori e ben ritrovati nel nostro angolo letterario. Autunno è ormai arrivato, il caldo inizia a farsi sentire sempre meno e la pioggia ci accompagna nelle lunghe giornate fresche e, spero per voi, in compagnia di tante buone letture. Prima di lasciarvi al giveaway, vorrei spendere qualche piccola parola. I tempi cambiano e anche noi siamo costretti a crescere e gli impegni sembrano aumentare sempre di più tra università, esami, lezioni che sembrano non finire mai, e alla fine quel che resta sono davvero ritagli di tempo, briciole rispetto a qualche anno prima. Tuttavia vogliamo continuare a mandare avanti il nostro progetto che è iniziato un bel po' di anni fa e speriamo di non abbandonarvi mai...quindi preparatevi a sopportarvi ancora per molto. Tuttavia sarebbe ingiusto non dirvi che purtroppo l'assiduità di pubblicazione sarà ridotta T.T
Detto questo....che il giveaway d'autunno abbia inizio!

Risultati immagini



Cosa si cela dentro questa scatola misteriosa? Di certo, qualche succulento tesoro.. ma quale? 
Ancora presto per scoprirlo, impossibilitati nell'usare la vista dovrete seguire il vostro istinto. Di chi potete fidarvi se non della vostra intuizione? Abbiate fiducia e non ve ne pentirete!

REGOLE:
1.Essere follower del blog e della pagina facebook
2.Commentare questo post lasciando la propria email 
3.Se volete, potete condividere il post lasciando anche il link della condivisione e invitando i vostri amici. Più siamo, più siamo felici!
4.Dovete indicarci uno dei tre pacchetti sottostanti (indicate il colore nel commento) sperando di avere fortuna! Due pacchetti contengono fantastiche letture mentre uno... ahimè.. è vuoto :P 
5.Il vincitore sarà scelto, tramite il sito random, tra coloro che hanno puntato sulla scatola giusta :D
6. I vincitori saranno proclamati il 3 novembre quindi avete tanto tempo per partecipare!


Quale sarà la scatola giusta? 
A voi la scelta cari lettori... 
e che la fortuna sia con voi!



          



mercoledì 12 ottobre 2016

Recensione: Il mentore

Cari lettori sono tornata, ho poco tempo a disposizione e credo che presto vi spiegherò il motivo. Ma avevo questa recensione pronta da un po' e così ho deciso di pubblicarla adesso, avendo una mezz'oretta libera.
Si tratta de Il mentore di Rita Carla Francesca Monticelli. È il primo libro di una serie thriller dedicata al detective Eric Shaw.

IL MENTORE
268 pp. | €7,99 (cartaceo) | €2,99 (eBook)
Il quasi cinquantenne detective a capo di una squadra scientifica di Scotland Yard, Eric Shaw, si trova a investigare insieme alla detective Miriam Leroux sulla morte di un pregiudicato, ucciso con due colpi di pistola: uno al collo, in uno stile simile a quello di una inusuale esecuzione, ma preceduto da uno all’inguine, che sembra avere una connotazione più personale.
La sua attenzione sul lavoro è, però, spesso distratta dalla presenza di una criminologa della sua squadra, Adele Pennington, oltre vent’anni più giovane di lui, per la quale si rende conto di avere un interesse extra-professionale, peraltro non ricambiato.
Nel frattempo i dettagli di un delitto molto simile vengono descritti in uno dei tanti blog anonimi sulla rete, della cui esistenza la polizia londinese è completamente all’oscuro. L’autrice del blog si firma col nome Mina, come una delle vittime di un caso di Shaw di molti anni prima.

Leggendo un po’ in giro sul web del successo dell’autrice tra gli autori self, ho iniziato la lettura de Il mentore con grandi aspettative. Mi aspettavo di più, ma tutto sommato non ne sono rimasta delusa.

Protagonista de Il mentore è Eric Shaw, capo della squadra della scientifica di Scotland Yard. Squadra che si ritrova ad indagare su una serie di omicidi, tutti diversi, ma con collegamenti utili a far sospettare di uno spietato serial killer. Il caso però si complica proprio quando sembra essere arrivati alla soluzione, con la scoperta di un blog in cui l’assassino ha lasciato la testimonianza del proprio operato. Il nome dell’autore del blog riporta la mente di Eric ad un caso di pluriomicidio avvenuto anni fa. In che modo i due casi sono collegati?

Il lettore sa già fin dall’inizio dell’esistenza del blog, a differenza dei protagonisti, e può quindi già iniziare a dare un nome all’assassino. Cosa che inizialmente mi ha dato fastidio, perché la soluzione sembrava fin troppo semplice. Solo alla fine un grande colpo di scena mi ha fatto ricredere su tutte le mie convinzioni. La mia idea era totalmente sbagliata. Questa sicuramente è stata una mossa astuta dell’autrice, che riesce ad ingannare il lettore per buona parte del libro e solo alla fine svelare la verità. 
Eric mi è piaciuto molto, ho letto con piacere la sua storia sia personale sia lavorativa, perché mi è sembrato molto realistico. 
Non ho apprezzato però la scelta di inserire una storia d’amore nel libro. Avrei preferito che l’autrice si fosse concentrata maggiormente sui casi di omicidi, piuttosto che leggere di questo amore quasi idilliaco. Stiamo parlando di un thriller e non mi aspettavo di scoprire troppo sulla vita sentimentale del protagonista. 
Inoltre penso che manchi un po’ di suspense, mi aspettavo un libro adrenalinico, così come i thriller dovrebbero essere. Invece la storia è piatta e solo alla fine il lettore percepisce un po’ di pericolo, ma per il resto poche emozioni. 
Nonostante tutto la storia mi è piaciuta, per questo non mi sento di bocciarlo totalmente. Voglio essere fiduciosa per il seguito e penso che lo leggerò, soprattutto per scoprire se la storia migliora e come l’autrice abbia strutturato il tutto. 


VOTO:






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